Il Notte di Note

28.07.2014 12:33

Quindi locale nuovo...gente nuova?

 

La nostra avventura al Notte di Note era iniziata con tutte le migliori intenzioni. Il locale era carino, accogliente, aveva una lunga stanza con il palco in fondo e il bancone-bar alla sinistra rispetto all' ingresso. Per noi musicisti era bello perche' avevamo la visuale totale della gente, quindi era possibile interagire con tutti. E non si faceva assolutamente fatica a coinvolgere il pubblico in quanto, per la maggior parte, era formato da vecchie conoscenze, clienti del Beautiful e "fans" storici. Quindi, quasi sempre, sapevamo cosa fare..per esempio poteva capitare che entrasse l’ immancabile Charlie, che a quei tempi se la passava allegramente da single, ma ben presto avrebbe incontrato Ivana, l’altra parte della sua mela e, da quel momento sarebbero diventati una coppia inseparabile…bene, bastava che lui ci guardasse con un sorriso, salutandoci con un gesto della mano, tipico dei rocchettari, quello, cioe', dove si fanno le corna tenendo teso il pollice...beh, nel caso specifico di Charlie, era un segno inequivocabile...rappresentava, per noi, la richiesta di una precisa canzone :"Autogrill", un brano che Chris, in quel periodo, eseguiva sul palco in torneè con i Rats. Oppure arrivavano i Porkis, una rumorosa e spassosissima compagnia che occupavano meta' del locale, e voleva dire baracca assicurata...potevamo suonare qualsiasi cosa, lento o rock, non importava...bastava un po' di musica e qualche cavolata sparata qui e là...al resto, pensavano loro!!! C'era anche una percentuale di ragazzi che non ci conoscevano, che entravano e, superato il piu' che giustificato sbigottimento iniziale, mostravano di gradire l'atmosfera e stare al gioco. Abbiamo fatto tante belle serate, divertenti...quando arrivavamo per montare gli strumenti, venivamo accolti da un sottofondo musicale firmato De Gregori:" Passa correndo lungo la statale un autotreno carico di sale..." oppure :" Vai Girardengo, vai grande campione...nessuto ti segue su quello stradone...". C'era un impiantino con un lettore cd multiplo, dove questo disco del cantautore romano girava a rullo, sia prima dello spettacolo sia quando avevamo finito, mentre si smontava tutto....D'estate, invece, suonavamo fuori, su un palchetto nel cortile. Mentre facevamo il soundcheck, avevamo, di solito, come uniche spettatrici, delle ragazze che abitavano al piano di sopra e si mettevano sul terrazzo a fumare una sigaretta o semplicemente ad ascoltare le nostre prove. A noi faceva molto piacere, anche se sapevamo che non avrebbero ceduto ad alcuna nostra dedica...erano, infatti, delle entreneuse dell'est europa che abitavano in quell'appartamento, sopra il locale e, ad una certa ora, truccatissime e tirate a spigolo vivo su tacchi vertiginosi ( praticamente irriconoscibili rispetto a prima dove si mostravano in tute dai colori smorti come le loro facce o addirittura in pigiama…), uscivano e salivano sul macchinone del loro "titolare" che era venuto a prenderle per portarle in un qualche night dove avrebbero usato tutto il potere del loro corpo per annebbiare la mente del pollo di turno da spennare a suon di carissime bottiglie di champagne. Noi le vedevamo prima della "trasformazione" quando i loro visi non erano ancora carichi di trucco e dai loro occhi traspariva quella vena di malinconia per una vita che, probabilmente non le appagava, un sottile velo di tristezza che, piu' tardi, sarebbe stato spazzato via da un po' di fondotinta e qualche pennellata  di mascara. A proposito di serate estive, ricordiamo un episodio: una sera si presenta un tecnico per fare i rilevamenti acustici. Queste cose le fanno, di prassi, nei grandi eventi…concerti negli stadi o nei palazzetti… nel nostro caso era una roba assurda. Non ci voleva un genio per capire il motivo di questo controllo...evidentemente il locale, che andava bene e attirava gente, dava fastidio a qualcuno e, nonostante ci trovassimo nella zona industriale di Rubiera, in mezzo a dei capannoni e abbastanza lontani da abitazioni civili, c'era chi riteneva facessimo troppa confusione. Quindi Mauro ci presenta questo tecnico, il quale ci chiede di suonare qualcosa. Noi cominciamo a fare un pezzo a volume normale e lui, dalla strada, guardando il rilevatore ci fa segno che e' troppo alto. Abbassiamo il volume e ricominciamo. "Siete alti...abbassate!!!" Mauro ci guarda allibito e noi abbassiamo ancora. A questo punto la musica era davvero impercettibile e gia' pensavamo che avremmo avuto grosse difficolta' a suonare a volumi cosi' bassi...ma, sorprendentemente, il tecnico ci dice :" Mi spiace ragazzi, siete ancora fuori range...dovete abbassare!!!." Stavamo per suggerigli dove avrebbe potuto infilarsi quel grazioso strumento per fare altri tipi di rilevazioni sonore, ma Mauro ci ha fatto segno di stare al gioco. Percio', abbiamo spento il mixer e, facendo finta di suonare, cantavamo a voce nuda. Finalmente il volto del tecnico si e' illuminato e ci ha detto :"Cosi' andiamo meglio, se riuscite ad abbassare un pelo ancora la voce,  siete perfetti...grazie e arrivederci!!! Noi abbiamo trattenuto qualsiasi cosa, parole, gesti, nel nostro piu' profondo intimo...Mauro ci ha fatto il pollice in su....il tipo e' risalito sulla sua macchinina per tornarsene a casetta sua, con la speranza di non trovare  la mogliettina mentre faceva rilevazioni col vicino....e noi abbiamo rimesso i volumi normali come al solito e la serata e' andata avanti senza problemi. Anche queste cose denotano le difficolta' che un povero Cristo deve affrontare quando vuole mettersi in gioco in un mondo come quello dei locali, dell' intrattenimento. A volte è incredibile verificare che non basta avere tanta volontà, investire soldi e  tempo…ci sono delle dinamiche contro cui bisogna inevitabilmente scontrarsi, sbattere la testa contro un muro di gomma che sembra messo lì per convincerti a mollare tutto, anche quando la situazione è perfetta ,la gente sta bene, si diverte e passa delle piacevoli serate. Vengono in mente quei casi dove, in un paese non succede mai niente e le persone si lamentano perche non succede mai niente!!!! Poi arriva uno che dice: “ Organizziamo un evento…un concerto..?” Allora parte una macchina organizzativa composta da gente volenterosa che si dà da fare per la realizzazione e quando, finalmente, arriva il giorno dell’evento, le persone si lamentano perché c’è troppo casino!!!! Mah!!!...Con Mauro e la Dani abbiamo cercato di essere sempre in sintonia, sia nel controllo della serata, sia nelle situazioni come quella appena descritta, dove la diplomazia deve sopravvalere rispetto agli istinti omicidi che certi personaggi evocano.I gestori e i loro collaboratori cercavano di fare tutto al meglio, si impegnavano, dimostrando di avere voglia di creare un locale particolare, consapevoli di avere a che fare con persone dai caratteri diversi, con le mentalita' piu' disparate...Stavano al gioco con i clienti fino ad un certo limite…dopo diventavano, giustamente intransigenti. Non riuscivano proprio a sopportare i ragazzi che, con la scusa di doversi divertire, manifestavano scarso rispetto per le cose...anche se questo avveniva, spesse volte, non tanto per colpa di una maleducazione innata ma in situazioni dovute all'appannamento dei riflessi a causa dei gin tonic o altre bombe simili… Tuttavia, in questi casi, sia Mauro che la Dani, non nascondevano il loro disappunto. Non vogliamo sindacare se sia giusto o no, anzi, crediamo che una birreria non sia casa tua e non ci si puo' permettere, solo perche' si e' clienti paganti, di comportarsi in maniera strafottente o di spaccare tutto impunemente...E’ possibile che, in un posto dove la gente balla, salta e si diverte, possa capitare che si roversci un tavolino e si rompa qualcosa. Un gestore con tanti anni di esperienza sul groppone, sa benissimo che questo fa parte del gioco e cerca di risolvere la questione valutando sempre chi e' il cliente e quanto costerebbe perderlo. I ragazzi del Notte di Note, che non avevano ancora acquisito questo tipo di atteggiamento, avevano fatto un bel locale e volevano che tutti si comportassero in modo da non provocare danni...ma, noi stessi possiamo testimoniare che, in certi casi, questa e' una pura utopia, un desiderio praticamente irrealizzabile. Quante volte e successo che la pedaliera di Giulio sia stata trattata come lo zerbino di casa, o la tastiera di Chris usata come poggia bicchieri con inevitabili rovesciamenti di liquori vari...dalla vodka alla menta al Montenegro....tutti composti organici che non vanno molto d'accordo con i circuiti integrati di uno stumento elettronico acceso!!!! Ma questo e' il lato oscuro della medaglia...quando si abbassano le luci in sala e si alzano i volumi, inizia la rumba e la sensazione e' quella di un vortice che ti spinge, ti sposta e alcune volte arriva a travolgerti. In questi casi la cosa importante e' riuscire a mettere in salvo le cose piu' a rischio e poi pregare che vada tutto bene e che, passato lo tsunami, le lucine del tuo strumento continuino ad restare miracolosamente accese mostrandoti segni di vita in modo che tu possa riprendere a suonare, per mantenere sempre l'onda in movimento perche', in fondo, e' questo il nostro lavoro...come i suonatori di tamburi in un grande rito tribale, e' sempre stato cosi', in ogni epoca e in tutti i popoli....ogni tanto, le persone sentono il bisogno di aggregarsi e scatenarsi insieme...anche senza un motivo apparente. E' una emozione che noi abbiamo vissuto in tantissime occasioni, ma ogni volta e' davvero sorprendente e ci fa capire che i musicisti non schiacciano solo dei tasti per emettere dei suoni ma regalano emozioni impagabili, riuscendo spesso, con il loro straordinario "lavoro", a funzionare come una valvola di sfogo, regalano alcune ore d’aria per scaricare lo stress, i pensieri e le tensioni che ogni persona deve sopportare durante il giorno…

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